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	<title>PERSONE &#8211; Eccellenze Piemontesi</title>
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		<title>Piero Angela</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2019 09:33:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Piero Angela è uno scrittore, giornalista, pioniere in TV con la Rai, noto al grande pubblico soprattutto per la sua attività di divulgazione scientifica.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Piero Angela </strong>è uno scrittore, giornalista, pioniere in TV con la Rai, noto al grande pubblico soprattutto per la sua attività di divulgazione scientifica.</p>
<p>Nel video l&#8217;intervista di<a href="https://www.pieromuscari.it/"><strong> Piero Muscari</strong></a>, Giornalista la7 e fondatore di <strong><a href="https://www.eccellenzepiemontesi.it">Eccellenze Piemontesi</a> (progetto correlato a <a href="https://www.eccellenzeitaliane.eu/">Eccellenze Italiane</a></strong>), in occasione del <strong>Salone del Libro 2018.</strong></p>
<h2>Biografia di Piero Angela</h2>
<p>Nasce a Torino il 22 dicembre 1928.</p>
<p>Figlio del medico Carlo Angela, Piero negli <strong>anni &#8217;50 entra in Rai come cronista e collaboratore del Giornale Radio.</strong> Dal 1955 al 1968 è corrispondente del Telegiornale, prima a Parigi e poi a Bruxelles. Con il giornalista Andrea Barbato presenta la prima edizione del TeleGiornale delle 13.30. Nel<strong> 1976 Piero Angela è il primo conduttore del TG2.</strong></p>
<p>Segue lo spirito documentaristico del regista Roberto Rossellini e alla fine del 1968 gira una serie di documentari, dal titolo &#8220;<em>Il futuro nello spazio</em>&#8220;, dedicati al progetto &#8220;Apollo&#8221; che avrebbe portato i primi astronauti sulla Luna. Seguono poi alcune trasmissioni di informazione tra le quali vi sono 10 puntate di &#8220;<em>Destinazione Uomo</em>&#8220;, 3 puntate di &#8220;<em>Da zero a tre anni</em>&#8220;, 5 puntate di &#8220;<em>Dove va il mondo?</em>&#8220;, 8 puntate di &#8220;<em>Nel buio degli anni luce</em>&#8220;, &#8220;<em>Indagine sulla parapsicologia</em>&#8220;, &#8220;<em>Nel cosmo alla ricerca della vita</em>&#8220;.</p>
<p>A partire dal 1971 e fino ad oggi Piero Angela cura centinaia di programmi educativi utilizzando e reinventando sempre formule diverse, con un linguaggio curato, sempre attento e sempre in evoluzione. Nel 1981 realizza l&#8217;idea della <strong>rubrica scientifica &#8220;Quark&#8221;</strong>, prima trasmissione televisiva di divulgazione scientifica rivolta al pubblico generale, che sfrutta in modo nuovo e originale le risorse della comunicazione televisiva: i documentari della BBC e di David Attenborough, i cartoni animati di Bruno Bozzetto la cui immediatezza risulta efficacissima per spiegare i concetti più difficili, le interviste con gli esperti, le spiegazioni in studio. Il programma ha un successo notevole e darà vita ad altre trasmissioni: &#8220;<em>Quark speciale</em>&#8220;, &#8220;<em>Il mondo di Quark</em>&#8221; (documentari naturalistici), &#8220;<em>Quark Economia</em>&#8220;, &#8220;<em>Quark Europa</em>&#8221; (con contenuti socio-politici).</p>
<p>Nel 1983 realizza nove film-dossier che affrontano argomenti scientifici. Cura le &#8220;Pillole di Quark&#8221;, circa 200 brevi spot di 30 secondi ognuno, che passano oltre 5000 volte nei programmi durante la programmazione di RaiUno. Crea poi la serie &#8220;Quark italiani&#8221; facendo produrre ad autori italiani una cinquantina di documentari su argomenti quali natura, ambiente, esplorazione, animali. Alcuni vengono realizzati assieme al figlio ventenne Alberto Angela in Africa, ambiente dove Alberto compie i suoi studi paleoantropologici (studiando gli antenati dell&#8217;uomo).</p>
<p>Piero Angela nel 1984 crea un&#8217;altra formula linguistico-televisiva: 6 programmi in diretta col pubblico, in prima serata, trasmessi dal Foro Italico in Roma; qui riunisce tutti insieme sul palcoscenico, scienziati e personaggi dello spettacolo (cantanti, attori, attrici&#8230;).</p>
<p>Negli 1986 e 1987 porta la scienza nel Palazzetto dello Sport di Torino, davanti a un pubblico live di 8.000 spettatori: realizza due grandi programmi in prima serata affrontando i problemi del clima, l&#8217;atmosfera e gli oceani. Realizza inoltre 3 grandi serie TV di grande innovazione: viaggia dentro il corpo umano con &#8220;La Macchina meravigliosa&#8221; (8 puntate), nella preistoria con &#8220;Il pianeta dei dinosauri&#8221; (4 puntate), e nello spazio con &#8220;Viaggio nel cosmo&#8221; (7 puntate). Le serie sono realizzate con Alberto Angela e vengono girate anche in lingua inglese: verranno poi esportate in oltre 40 paesi, dall&#8217;Europa all&#8217;America, fino ai paesi arabi e alla Cina.</p>
<p>Dal 1995 è autore e conduttore di &#8220;Superquark&#8221;. Il 4 giugno 1999 Piero Angela festeggia il grandioso traguardo delle 2.000 puntate di &#8220;Quark&#8221; (e programmi &#8220;figli&#8221; correlati). Dal 1999 &#8220;Superquark&#8221; dà origine agli &#8220;Speciali di Superquark&#8221;, puntate monotematiche su argomenti di grande interesse scientifico, sociale o psicologico.</p>
<p>All&#8217;interno dello storico programma pomeridiano Rai, &#8220;Domenica In&#8221;, nel 1999 conduce uno spazio dedicato alla cultura.</p>
<p>&#8220;Ulisse&#8221;, dal 2001, è un altro fortunato programma di divulgazione condotto da Alberto Angela, di cui Piero assieme al figlio è autore.</p>
<p>Nello stesso anno Piero Angela lancia il mensile di divulgazione scientifica che, legato alla trasmissione televisiva &#8220;Quark&#8221;, porta lo stesso nome: in breve diventa la rivista di settore più letta in Italia dopo Focus.</p>
<p>Piero Angela da più di 35 anni svolge attività di educazione scientifica non solo in TV, ma anche tenendo conferenze e scrivendo articoli su quotidiani e riviste (da molti anni, ad esempio, cura la rubrica &#8220;<em>Scienza e società</em>&#8221; su &#8220;TV Sorrisi e Canzoni&#8221;).</p>
<p>Tra la sua produzione come scrittore vi sono oltre 30 libri, molti tradotti in diverse lingue tra cui inglese, tedesco e spagnolo; la tiratura complessiva è stimata oltre i 3 milioni di copie.</p>
<p>Allo scopo di promuovere indagini scientifiche che smascherino eventi paranormali di dubbia attendibilità, nel 1989 Piero Angela fonda il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), organizzazione educativa senza fini di lucro e critica sul paranormale (l&#8217;organizzazione fa parte dell&#8217;European Council of Skeptical Organizations).</p>
<p><strong>Per la sua attività ottiene diversi riconoscimenti in Italia e all&#8217;estero, tra i quali il prestigioso premio internazionale &#8220;Kalinga&#8221; dell&#8217;Unesco </strong>per la divulgazione scientifica, oltre a diverse lauree <i>honoris causa</i>.</p>
<p>Tra i suoi hobby preferiti vi sono il pianoforte e il jazz, genere per il quale nutre una grande passione. <strong><em>Fonte: Biografie Online</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Silvio Vigliaturo</title>
		<link>https://www.eccellenzepiemontesi.it/silvio-vigliaturo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2019 09:19:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[Silvio Vigliaturo nasce ad Acri, in Calabria, nel 1949. Giovanissimo si trasferisce a Chieri, dove tuttora vive e lavora.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>Silvio Vigliaturo, biografia del maestro del vetro</h1>
<p><strong>Silvio Vigliaturo</strong> nasce ad Acri, in Calabria, nel 1949. <strong>Giovanissimo si trasferisce a Chieri (TO), dove tuttora vive e lavora.</strong></p>
<p><strong>Artista e maestro del vetro</strong>, la sua tecnica è da sempre volta alla ricerca e alla sperimentazione. Dalle prime esposizioni, nel 1977, passando per la partecipazione al Padiglione Italia della 54. Biennale di Venezia, sino alla personale nel giugno 2012 al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, il percorso artistico di Vigliaturo si presenta in costante evoluzione. Un cammino graduale e tenace ha portato l&#8217;artista ad affrontare una grande varietà di tematiche con stili e strumenti diversi. Il dipinto, il vetro, l&#8217;acciaio, la terra cotta sono tutti trattati allo stesso tempo come materia e come scelta ideologica. È proprio grazie alla mescolanza delle tecniche che l&#8217;orizzonte delle esperienze di Vigliaturo si è dilatato esponenzialmente e ha aperto la strada a una visione originale e inedita, capace di rivisitare i temi e le modalità espressive della pittura e che lo ha condotto agli esiti attuali del suo lavoro. L&#8217;approccio che l&#8217;artista adotta nel lavorare il vetro è derivato dalla sua instancabile attività pittorica. Il forte impatto visivo delle sue opere nasce dalla trasparenza dei colori, capace di generare un&#8217;affascinante sembianza di fluidità, e dall&#8217;antinomia tra il peso della materia utilizzata e la leggerezza delle forme che l&#8217;artista riesce a foggiare attraverso di essa.</p>
<p><strong>Nel 2006, Vigliaturo riceve la nomina di testimonial artistico dei <em>XX Giochi Olimpici Invernali</em> </strong>svoltisi a <a href="https://www.eccellenzepiemontesi.it/torino/"><strong>Torino</strong></a>. Nel giugno dello stesso anno, la Città di Acri gli dedica un museo – il <strong>MACA (Museo Arte Contemporanea Acri)</strong> – che ospita una collezione permanente delle sue opere intesa come un biografico che si snoda attraverso più di duecento esemplari, tra sculture e dipinti. <strong>Nel 2010, la Regione Calabria lo ha invitato quale artista testimonial all&#8217;<em>Expo Shanghai 2010</em></strong>. A inizio 2013, prende parte alla <strong>mostra <em>Contemporary Glass Sculpture</em>, dell&#8217;Orlando Museum of Art</strong>, che raccoglie i più importanti artisti del vetro, in occasione dei cinquant&#8217;anni del movimento Studio Glass.</p>
<p><strong>Nel 2016 riceve il premio</strong> di <strong>Eccellenze Italiane, prima edizione 2016</strong>. Nel video la sintesi ella storia. Maggiori informazioni e video sul premio sulla pagina di <strong><a href="https://www.eccellenzeitaliane.eu/silvio-vigliaturo/">Silvio Vigliaturo su Eccellenze Italiane.</a></strong></p>
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		<title>Rita Levi Montalcini</title>
		<link>https://www.eccellenzepiemontesi.it/rita-levi-montalcini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2016 10:40:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Neurobiologa]]></category>
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		<category><![CDATA[senatrice a vita italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Università di Milano Bicocca]]></category>
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					<description><![CDATA[Neurologa, accademica e senatrice a vita italiana, Premio Nobel.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Rita Levi Montalcini</strong> nasce il 22 aprile del 1909 a Torino. Entrata alla scuola medica di Levi all&#8217;età di vent&#8217;anni, si laurea nel 1936. Fermamente intenzionata a proseguire la sua carriera accademica come assistente e ricercatrice in neurobiologia e psichiatria, è costretta, a causa delle leggi razziali emanate dal regime fascista nel 1938, ad emigrare in Belgio insieme a Giuseppe Levi. La passione per la sua materia comunque la sospinge e le dona la forza per andare avanti tanto che continua le sue ricerche in un laboratorio casalingo.</p>
<p>Sono anni assai travagliati per il mondo e per l&#8217;Europa. Infuria la seconda guerra mondiale ed è assai difficile trovare luoghi dove poter stare tranquilli, figuriamoci intraprendere delle ricerche. Nel suo girovagare, nel &#8217;43 approda a Firenze, dove vivrà in clandestinità per qualche anno, prestando fra l&#8217;altro la sua collaborazione come medico volontario fra gli Alleati. Finalmente, nel &#8217;45 la guerra finisce, lasciandosi alle spalle milioni di morti e devastazioni inimmaginabili in tutti i Paesi. Dopo così lungo peregrinare senza un porto sicuro in cui rifugiarsi, Rita torna nella sua città natale (giusto poco prima dell&#8217;invasione tedesca del Belgio, riprendendo con più serenità le sue importanti ricerche insieme a Levi, sempre attraverso un laboratorio domestico. Poco dopo riceve un&#8217;offerta difficilmente rifiutabile dal Dipartimento di Zoologia della Washington University (St. Louis, Missouri). Accetta, dopo essersi però ben assicurata che potrà proseguire le stesse ricerche che aveva cominciato a Torino. La giovane Rita ancora non sa che l&#8217;America diventerà una sorta di sua seconda patria, vivendoci con incarichi prestigiosi per oltre trent&#8217;anni (diventerà professore di Neurobiologia), e precisamente fino al 1977.</p>
<p><strong>Le ricerche </strong><br />
I suoi primi studi ( anni 1938-1944) sono dedicati ai meccanismi di formazione del sistema nervoso dei vertebrati. Nel 1951-1952 scopre il fattore di crescita nervoso noto come NGF, che gioca un ruolo essenziale nella crescita e differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche. Per circa un trentennio prosegue le ricerche su questa molecola proteica e sul suo meccanismo d&#8217;azione, per le quali nel 1986 le viene conferito il Premio Nobel per la Medicina (con Stanley Cohen). Nella motivazione del Premio si legge: &#8220;La scoperta del NGF all&#8217;inizio degli anni &#8217;50 è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell&#8217;organismo&#8221;.</p>
<p>Dal 1961 al 1969 dirige il Centro di Ricerche di Neurobiologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Roma) in collaborazione con l&#8217;Istituto di Biologia della Washington University, e dal 1969 al 1979 il Laboratorio di Biologia cellulare. Dopo essersi ritirata da questo incarico &#8220;per raggiunti limiti d&#8217;età&#8221; continua le sue ricerche come ricercatore e guest professor dal 1979 al 1989, e dal 1989 al 1995 lavora presso l&#8217;Istituto di Neurobiologia del CNR con la qualifica di Superesperto. Le sue indagini si concentrano sullo spettro di azione del NGF, utilizzando tecniche sempre più sofisticate. Studi recenti hanno infatti dimostrato che esso ha un&#8217;attività ben più ampia di quanto si pensasse: non si limita ai neuroni sensori e simpatici, ma si estende anche alle cellule del sistema nervoso centrale, del sistema immunitario ematopoietico e alle cellule coinvolte nelle funzioni neuroendocrine.</p>
<p>Dal 1993 al 1998 presiede l&#8217;Istituto dell&#8217;Enciclopedia Italiana. È membro delle più prestigiose accademie scientifiche internazionali, quali l&#8217;Accademia Nazionale dei Lincei, l&#8217;Accademia Pontificia, l&#8217;Accademia delle Scienze detta dei XL, la National Academy of Sciences statunitense e la Royal Society.</p>
<p>È inoltre da sempre molto attiva in campagne di interesse sociale, per esempio contro le mine anti-uomo o per la responsabilità degli scienziati nei confronti della società. Nel 1992 istituisce, assieme alla sorella gemella Paola, la Fondazione Levi Montalcini, in memoria del padre, rivolta alla formazione e all&#8217;educazione dei giovani, nonché al conferimento di borse di studio a giovani studentesse africane a livello universitario. L&#8217;obiettivo è quello di creare una classe di giovani donne che svolgano un ruolo di leadership nella vita scientifica e sociale del loro paese.</p>
<p>In data 22 gennaio 2008 l&#8217;Università di Milano Bicocca le ha assegnato la laurea honoris causa in biotecnologie industriali.</p>
<p>Elenco di alcune pubblicazioni della scienziata:<br />
Origine ed Evoluzione del nucleo accessorio del Nervo abducente nell&#8217;embrione di pollo, Tip. Cuggiani, 1942.</p>
<p>Cantico di una vita, Raffaello Cortina Editore, 2000</p>
<p>La galassia mente, Baldini &amp; Castoldi, 1999</p>
<p>L&#8217; asso nella manica a brandelli, Baldini &amp; Castoldi, 1998</p>
<p>Senz&#8217;olio contro vento, Baldini &amp; Castoldi, 1996</p>
<p>Per i settanta anni della Enciclopedia italiana, 1925-1995, Istituto della Enciclopedia italiana, 1995</p>
<p>Il tuo futuro, Garzanti, 1993</p>
<p>NGF : apertura di una nuova frontiera nella neurobiologia, Roma Napoli, 1989</p>
<p>Sclerosi multipla in Italia : aspetti e problemi, AISM, 1989</p>
<p>Elogio dell&#8217;imperfezione, Garzanti, 1987</p>
<p>Il messaggio nervoso, Rizzoli, 1975</p>
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