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	<title>Enologia &#8211; Eccellenze Piemontesi</title>
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		<title>Santero</title>
		<link>https://www.eccellenzepiemontesi.it/santero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2016 14:48:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AZIENDE]]></category>
		<category><![CDATA[Enologia]]></category>
		<category><![CDATA[Azienda vinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Cuneo]]></category>
		<category><![CDATA[Santero]]></category>
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					<description><![CDATA[Azienda vinicola]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nata agli albori del 1958 e consolidata dai fratelli Leopoldo, Renzo, Aldo e Adelio Santero.</p>
<p>Situata proprio nel cuore della zona vitivinicola, immersa nelle splendide colline del Monferrato.</p>
<p>Una storia lunga mezzo secolo, segnata dalla passione per la vigna, dalla sapiente gestione della cantina e a dall’amore per il vino e lo spumante.</p>
<p>Oggi l’azienda si è evoluta con una cura seguita in ogni momento dalla filiera produttiva: dalla vendemmia alla fase dell’imbottigliamento, effettuato in una cantina completamente ristrutturata dove innovazione e tecnologia si uniscono per dare vita a prodotti dalla veste moderna con un cuore antico.</p>
<p><strong>Tradizione</strong></p>
<p>Nel 1958 viene acquistata un&#8217;avviata cantina di vinificazione a Santo Stefano Belbo che viene attrezzata per la produzione degli spumanti e dei vini classici piemontesi.</p>
<p>Si migliorano le strutture, si allarga la clientela, si aprono nuovi mercati, si varcano i confini nazionali sempre con la massima attenzione alle esigenze di mercato.</p>
<p>Nel 1977 entra in funzione un modernissimo stabilimento, attuale sede della Società, su un&#8217;area di oltre 18.000 mq nelle vicinanze della casa natale dello scrittore Cesare Pavese. Nello stabilimento vengono vinificate le uve delle 5 aziende agricole di proprietà Santero, ma anche uve acquistate da oltre 300 viticoltori locali.</p>
<p>La capacità produttiva della cantina che sfiora i 18 milioni di bottiglie annue colloca la Santero tra i leader del mercato vinicolo.</p>
<p>Santero ha traghettato il packaging dal passato alla modernità. In un segmento statico e ancorato alla tradizione stabilizzato su forme e immagini consolidate si è reso necessario irrompere con un’identità innovativa in grado di farsi notare e ammirare senza tradire i codici di accessibilità e quotidianità del segmento connotando il prodotto con stile, eleganza e la contemporaneità propria della marca.</p>
<p>Etichette dalle forme e dai colori ricercati curate in ogni minimo dettaglio con particolare attenzione ai particolari, alle sfumature e ai riflessi, conferiscono un tocco di raffinatezza all’insieme.</p>
<p><strong>Territorio</strong></p>
<p>Ampie zone coltivate a monovitigno e una ricca dotazione di storiche cantine scavate nel tufo, di antiche cascine dalle eleganti architetture, di borghi medievali impreziositi a chiese e castelli a testimonianza di una cultura secolare fondata sulla produzione di vino. Santero svolge la sua attività in un angolo del Piemonte fra Langhe e Monferrato: un territorio ondulato, vivace e reso affascinante dai giochi di colore regalati dalla vegetazione spontanea e dalle coltivazioni.</p>
<p>La qualità non è un mito a uso della comunicazione, ma un fatto concreto.</p>
<p>A Santo Stefano Belbo Santero vive a stretto contatto con il mondo dell’agricoltura che caratterizza la sua tradizione di storica azienda enologica. Ritmi stagionali e natura, convivenza tra uomo e ambiente: è la dimensione antica ma immutabile che si vive nel cuore della Langa a vocazione vitivinicola.</p>
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		<title>LA SCOLCA</title>
		<link>https://www.eccellenzepiemontesi.it/la-scolca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff PMC]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2016 14:15:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[AZIENDE]]></category>
		<category><![CDATA[Enologia]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Soldati]]></category>
		<category><![CDATA[Cinzano]]></category>
		<category><![CDATA[Gavi]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Soldati]]></category>
		<category><![CDATA[La scolca]]></category>
		<category><![CDATA[settore vitivinicolo]]></category>
		<category><![CDATA[tenuta della Scolca]]></category>
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					<description><![CDATA[Tenuta della Scolca]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>[huge_it_portfolio id=&#8221;5&#8243;][huge_it_portfolio id=&#8221;5&#8243;]La tenuta della Scolca era stata acquistata nel 1919 da Giovambattista Parodi, bisnonno dell&#8217;attuale proprietario Giorgio Soldati. Il nome dell&#8217;appezzamento derivava dall&#8217;antico toponimo Sfurca, e la cascina che vi sorgeva, segnata su tutte le carte dell&#8217;Istituto Geografico Militare, era stata una postazione di vedetta, come testimonia ancor oggi la torre che la sovrasta. La zona era infatti anticamente infestata dai briganti perché si trovava sul percorso della più importante fra le vie del sale che collegavano la Liguria alla pianura padana. Al momento dell&#8217;acquisto, il terreno era in parte coperto da boschi, in parte coltivato a grano. I primi vigneti vi furono impiantati dal figlio di G.B. Parodi, Alfredo, per ricavarne il vino di famiglia. Ma è stato il genero di Alfredo Parodi, Vittorio Soldati, cugino dello scrittore Mario, a rendersi conto per primo delle immense possibilità enologiche di quel terreno.</p>
<p>A Gavi, il Cortese fu impiantato per la prima volta oltre un secolo fa dal marchese Cambiaso nella sua tenuta, con lo scopo di produrre un vino di pregio per la tavola dei suoi ospiti. Il suo esempio fu presto imitato e la coltivazione del cortese cominciò a diffondersi in tutto il territorio di Gavi, finché quel bianco secco e robusto ma fresco e fruttato cominciò a essere messo in vendita, anche se la vinificazione dei bianchi con le conoscenze tecniche di allora, dava vini fragili, facili all&#8217;ossidazione, che si alteravano durante il trasporto.</p>
<p>Fu per questo che, appena le grandi marche vinicole piemontesi, prima la Cinzano e successivamente la Martini &amp; Rossi, cominciarono a interessarsi al Cortese di Gavi, i produttori della zona abbandonarono ogni velleità di commercio e d&#8217;esportazione e scelsero la strada più facile: vendettero il loro vino, sfuso, alle grandi aziende che lo utilizzarono come base per lo spumante. E a questo destino il Gavi sarebbe stato condannato per sempre se nel secondo dopoguerra non fosse intervenuto un fatto nuovo, rivoluzionario : la creazione, alla Scolca, di un vino bianco moderno, profumato e gradevole, eppure di larghe e solide spalle, che si conquistò rapidamente una vastissima fama. E grazie a esso la Storia di Gavi ha cambiato pagina.</p>
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